Nel pomeriggio Roberto è andato in cerca di casa in centro. Arrivato nel quartiere a luci rosse, dove a discapito della sua volontà egli si è dovuto recare causa annuncio interessante e data la generale difficoltà a reperire un'abitazione downtown, si è prontamente recato all'indirizzo indicato dal padrone di casa. A quel punto ha sfoderato il suo telefono danese e placidamente composto il numero indicatogli. Possiamo immaginare il suo disappunto quando ha risposto la solita voce registrata, ma meno solita del solito in quanto registrata in danese (o qualcosa di simile, per ora di più non ci è dato discernere). Che fare?
Beh, mi sono fatto sotto la porta e ho cominciato a esplorare campanelli in cerca di qualche nome illuminante, quando è sopraggiunta una ragazza dalla strada chiedendomi se ero lì anch'io per visitare l'appartamento. La faccio breve: qui si usa dare appuntamenti di gruppo, del tipo "chi vuole vedere la casa può venire domenica dalle 13 alle 13:15".
Una volta dentro scatta la regola non scritta della solidarietà tra cercatori di un tetto: a turno uno tiene impegnato il padrone di casa mentre gli altri 3-4 sbirciano i buchi più improbabili per portare alla luce anche la bega più recondita. Poi si aspetta che arrivi qualcun altro, si ringrazia e si parte alla chetichella dandosi convegno all'angolo più vicino per fare il confronto delle opinioni. Poi ci saluta e si torna agguerriti concorrenti, più che mai se tutti hanno scartato quella casa come te, mannaggia!! Sperando che qualcuno non abbia fatto il doppio gioco.